Milano, il design,
una settimana che cambia tutto
di Angelica Pellegrino
Un po' di storia
L’Italia è in pieno boom economico. Le case si ricostruiscono, i consumi esplodono, e un gruppo di imprenditori italiani torna da Colonia con un’idea in testa: anche noi possiamo farlo. Nasceva così, nel 1961, il primo Salone del Mobile di Milano, pochi padiglioni in Fiera, circa 300 espositori, e poco più di 10.000 visitatori.
Oggi siamo alla 63ª edizione. Nel 2018 si è toccato il record assoluto di oltre 434.000 visitatori da 188 paesi. Il Salone è diventato la fiera dell’arredo e del design più importante al mondo, punto. Nel 1994 ha persino superato il suo “modello” tedesco, la Koelnmesse, da cui tutto era partito.
E poi Milano ha deciso di uscire dai padiglioni
Il Fuorisalone è una delle storie più belle del design italiano, perché non l’ha inventato nessuno. È nato spontaneamente tra la fine degli anni ‘70 e i primi anni ‘80, quando alcune aziende hanno iniziato a usare i propri showroom in città come estensione della fiera. Un contagio creativo, silenzioso, irresistibile.
Nel 1983 la rivista Abitare lo nomina per la prima volta. Nel 1991 Interni gli dà un logo ufficiale e pubblica la prima guida. Da lì, crescita inarrestabile: quartieri interi che si trasformano in gallerie a cielo aperto, installazioni negli spazi pubblici, showroom che diventano laboratori di sperimentazione. Nel 2001 nasce Zona Tortona, il primo vero “distretto” brandizzato del Fuorisalone.
Oggi il Fuorisalone non è una fiera, non ha un organizzatore, non ha biglietti. È un organismo vivo che si auto-genera ogni aprile, e che ha trasformato Milano in qualcosa di unico al mondo.
Quei momenti che hanno fatto la storia
Nel corso delle decadi, il Salone è stato il palcoscenico di alcuni dei lanci più iconici del design mondiale. Nel 1969 Zanotta presenta la poltrona Sacco, il primo pouf in granuli di polistirolo della storia, rivoluzionando l’idea stessa di seduta. Nel 1981 debutta Memphis, il collettivo fondato da Ettore Sottsass che con colori, pattern e forme irriverenti manda in frantumi tutti i canoni del design moderno. Ancora oggi la sua influenza è ovunque.
E poi Kartell con le sue sperimentazioni nella plastica, Cassina con i suoi maestri, la Superleggera di Gio Ponti che pesa meno di 1,7 chili e regge il peso di un’intera epoca. Ogni anno, da oltre sessant’anni, qualcosa di nuovo che diventa classico.
Ci torno anche quest’anno
È il secondo anno che giro il Fuorisalone e posso già dirti che non ci si abitua. C’è sempre qualcosa che ti sorprende, un cortile che non ti aspetti, un’installazione che ti ferma. Quest’anno lo visiterò insieme a Jacopo di Moro Progetto Bagno di Bordighera e a Valentina di Borea s.r.l., filiale di Sanremo. Sono curiosa di vedere cosa si inventeranno brand e designer, tra nuovi materiali, nuove visioni degli spazi domestici e chissà quali sorprese.
Tornerò qui con tutto quello che ho visto, fotografato e vissuto. Restate nei paraggi.